WalkIn, cos'è?

WALKin è un nuovo concetto, una terminologia derivata da un modo di dire che sta a significare la voglia di cambiamento, di svoltare. Un cambiamento interno, un riposizionare il proprio modo di percepire, di essere. Inoltre se si vuole dare una lettura più ampia, e per certi versi più semplicistica, si potrebbe pensare a quell’”IN” come l’indicazione di tutto ciò che sta dentro il cammino.

Ma al di là di ciò WALKin è uno specifico progetto legato al mondo della salute e del benessere salutistico, e ciò partendo proprio da quell’idea di ANDARE VERSO UN CAMBIAMENTO. Quando si parla di cambiamento nel mondo della salute si corre velocemente, o si cammina speditamente come a noi piace di più, verso un cambiamento dello stile di vita. Il centro del progetto è quindi quello di portare e sostenere le persone verso una scelta consapevole per una vita più attiva, nell’ottica sia di una ricerca di maggiore benessere che di maggiore salute.

Il WALKin parte dal concetto di porre al centro del progetto salute il camminare, e nel porre il fitwalking come riferimento di attività organizzata e di gesto sportivo per il miglior raggiungimento di tali fini.

Ossia,
CAMMINIAMO BENE, secondo lo stile fitwalking, e adattiamolo alle esigenze salutistiche e di benessere di cui necessitiamo un miglioramento. Camminare è il grande settore dell’attività fisica al quale tutti possono accedere, il fitwalking è il punto cardinale al quale guardare per entrare nell’idea del camminare bene, correttamente, non obbligatoriamente in maniera sportiva. Mettere insieme queste due facce permette di ben comprendere come WALKin rappresenti al meglio questa sintesi, ossia tutto ciò che il cammino può offrire a chi ne ha bisogno per salute o per ritrovare benessere da un lato, e il fitwalking, come stimolo in questo progetto di salute dall’altro.

WALKin studia, ricerca, progetta e realizza idee nuove nel campo dell’utilizzo dell’attività fisica in connessione con il mondo del benessere e della salute. Questo fa del progetto WALKin un laboratorio della salute e del benessere sempre attivo. Aperto alle collaborazioni scientifiche e a quelle tecniche, in continua ricerca di offerte che soddisfino le esigenze delle persone in un’ottica di specializzazione.

L’utilità del camminare per la propria salute.

Partiamo dall’inattività fisica, causa di un crescente numero di persone che soffrono di patologie cosiddette ATTIVITA’ SENSIBILI, ossia che traggono beneficio dall’esercizio fisico, come dicono del resto l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Salute) e tutte le principali organizzazioni che si occupano di prevenzione salutistica o di specifiche patologie, in particolare quelle che riguardano il metabolismo.

Come reagisce l’Italia a questo allarme?
Ad inizio 2013 l’ANSA usciva con un lancio in occasione della presentazione del rapporto sullo “Stato di Salute del Paese” riportando quanto detto in tale sede dall’allora Ministro Balduzzi: "L’Italia ha uno stato di salute generale comparabile con quella degli altri paesi europei. Tuttavia un'area problematica è rappresentata dagli stili di vita e le abitudini alimentari". Questioni intorno alle quali, secondo l’ex Ministro Balduzzi, serve lavorare per contrastare il crescere di alcune malattie. I dati presentati nel corso della medesima giornata evidenziavano però come gli italiani siano “allergici” alla pratica di attività fisica o sportiva, infatti rispetto agli altri paesi dell’Europa, l’Italia occupa un posto piuttosto arretrato in quanto al numero di popolazione che pratica con regolarità sport o attività motorio-sportiva.

Il sedentarismo è ancora molto diffuso. Oltre un terzo della popolazione italiana si dichiara sedentaria con una prevalenza femminile, nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni, nel sud Italia e nelle categorie sociali culturalmente ed economicamente più povere.

L’evidenza maggiore di uno stile di vita poco attivo e mal organizzato dal punto di vista alimentare è data da un aumento del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione adulta e, in modo preoccupante e sempre più allargato, in quella preadolescenziale e adolescenziale. Il sovrappeso, e in particolare l’obesità, oltre ad essere una malattia vera e propria da curare, è un importante fattore di rischio alla base di numerose patologie. Il mondo della salute ci dice che con 5.000 passi al giorno (poco più di 3 chilometri) ci si mantiene in salute. Quella che potremmo definire come “dose minima consigliata”.

Come detto vi è poi l’impatto con quelle patologie che potrebbero essere combattute, e vinte, con l’esercizio fisico: il diabete, che in Italia conta ben 3,9 milioni di ammalati. I tumori, che colpiscono nel nostro Paese oltre 2.250.000 persone, e che hanno un’incidenza elevatissima sulla qualità e sugli stili di vita delle persone che vivono insieme al malato il dramma della malattia.

Le persone che soffrono di malattie cardiovascolari, dove la sola ipertensione provoca 240.000 morti l’anno ed è colpevole del 47% delle ischemie coronariche e del 54% degli ictus cerebrali. Camminare ogni giorno, come ci dice la scienza, contribuisce a dimezzare il rischio di morte.

Tanti progetti nascono intorno al camminare per la salute.

In questi ultimi anni si stanno moltiplicando anche i progetti che parlano di cammino e lo affiancano alla prevenzione e cura di molte patologie. Spesso però questi progetti nascono monchi di un elemento essenziale che sta nel chiedersi quale forma di cammino si debba utilizzare affinché esso sia veramente efficace.
Quale tipo di cammino è quindi meglio utilizzare? Dare una risposta secca a tale quesito porterebbe probabilmente allo scatenarsi di polemiche, difese d’ufficio o prese di posizione di chi sostiene l’utilizzo di pratiche diverse: dalle più basilari, ma anche minimali, come il semplice passeggiare, alle più sofisticate come il mentalwalking che punta su cammino e psicologia.
Noi naturalmente siamo sostenitori del fitwalking, ossia di un camminare organizzato anche dal punto di vista motorio.
Un camminare che non banalizza il concetto in un semplicistico “cammina che ti fa bene”, ma che propone di guardare alla tecnica del fitwalking per camminare bene, correttamente dal punto di vista motorio. Imparare a muoversi con un gesto corretto offre un doppio effetto positivo, permette di camminare con maggior vigore ed efficacia e previene quei traumi che potrebbero derivare da una postura non corretta o da una biomeccanica del movimento non adeguata.

Non sottovalutiamo quanto possiamo fare

I progetti seri, che si basano su elementi scientifici, che sono guidati da organizzazioni capaci, che offrono strumenti e affidabilità adeguate sono un contributo importante a chi sceglie di andare oltre e investire sulla propria salute. Spesso però non sono sufficienti perché poi diviene fondamentale l’impegno del singolo soggetto
 Diceva J-F. Kennedy “Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese”. Parafrasando questa sua famosissima frase potremmo dire: non chiedetevi cosa possono fare gli altri per la vostra salute, ma cosa potete fare voi insieme a loro per essa.
In effetti ognuno di noi può fare molto per la propria salute, e unendo l’impegno personale ai consigli di chi è un professionista di questi sistemi si può affrontare in serenità qualsiasi progetto indirizzato ad un miglioramento del benessere e della salute.

Camminare, un farmaco potente...ma

Se dovessimo riferirci all’attività fisica e al cammino nello specifico come un farmaco che vigila sulla nostra salute, previene l’insorgere di molte patologie oppure, qualora ne fossimo affetti, interviene per limitarne la progressione o la necessità di incrementare le cure farmacologiche, quando non anche sconfigge la patologia stessa, probabilmente lo definiremmo il farmaco più potente al mondo. Non solo, forse diremmo anche che sarebbe il farmaco più ricercato, il più venduto. In effetti però esso non è un farmaco tradizionale, una scoperta chimica che possiamo assumere con una pasticca, un flaconcino da ingerire, una polvere da sciogliere in acqua. Certamente camminare é un grande farmaco salvavita che ha però necessita del nostro intervento diretto, senza il nostro impegno quotidiano a mettersi in moto, a percorrere un tratto di strada, a osservare un regime di vita adeguato esso non funziona.
Esso in fondo agisce proprio come avviene per i tradizionali farmaci ma con un vantaggio, quello di un adattamento del nostro fisico a questo straordinario farmaco. Più lo utilizziamo e più il nostro fisico lo tollera, anzi, lo richiede.
I consigli di chi opera nel campo dell’attività motoria collegata alla salute divengono quindi fondamentali affinché non si superino però i limiti di tolleranza, così come in prima battuta i suggerimenti del medico, dello specialista, dei centri di cura specializzati o degli ambulatori specialistici. Il progetto WALKin guarda a questi scenari: una società che si muove di più con le proprie gambe, che intraprende percorsi di attività fisica mirati, guidati, controllati. Un sempre più consapevole indirizzo culturale che porta a capire come una società sana,persone in salute, una popolazione attività sia più produttiva e costi meno alla collettività.

I WALKin LEADER

Per operare proprio nell'ambito socio-sanitario si è recentemente aggiunta alle figure di riferimento per l'attività Fitwalking (Accompagnatori/Divulgatori e Istruttori)il WALKin Leader.
Il WALKin Leader viene formato su iniziativa/progetto di un Ente o Associazione che ne fa richiesta alla MAP Italia srl (non sono previste formazioni individuali); può operare come accompagnatore in progetti legati all’attivazione di gruppi di cammino sia in ambito sociale (anziani, persone con disabilità, marginalità, fragilità …) che sanitario (prevenzione delle patologie esercizio-sensibili, supporto alla terapia per pazienti diabetici o obesi, …) proposti da Enti o Associazioni riconosciuti da MAP Italia srl (i WALKin Leader non possono attivare progetti di cammino a titolo individuale).

(estrapolato ed adattato da “CAMMINARE BENE – il manuale del fitwalking – Fusta editore – www.fustaeditore.it)